lug 27 2010
Storia Delle Dolomiti
Insediamenti storici
Le tracce più antiche d’insediamenti umani risalgono al periodo intorno al 7000 a.C. L’uomo di Mondeval, che si può ammirare nella zona del Civetta, ancorché poco conosciuto, è più antico di Ötzi. Nel 15 a.C. i Romani sottomettono l’originaria popolazione retica. Le Dolomiti entrano a far parte dell’Impero Romano. Le valli principali vengono rese accessibili in quel periodo con la costruzione di strade, il latino sopravvive in parte fino ad oggi come retoromanzo. Nel IV secolo si ha la cristianizzazione, nel VI i Longobardi occupano Ampezzo ed il Cadore, nell’ VIII seguono i Franchi. Nelle valli d’Isarco e Pusteria i bávari germanizzano la popolazione residente.
La storia recente
Al Congresso di Vienna, nel 1815, si ha la restituzione all’Austria dell’intera regione dolomitica, compresi Belluno ed il Cadore. Nel periodo fra il 1848 ed il 1866, il movimento per l’Unità d’Italia (Risorgimento) pretende il confine del Brennero, ottiene però solo il Bellunese ed il Cadore. Il resto della regione dolomitica rimane al Tirolo fino al 1919. Nella prima guerra mondiale 1914-1918 la monarchia asburgica ed il Regno d’Italia si scontrano in sanguinose battaglie per la regione meridionale delle Alpi. Attraverso le Dolomiti passava la linea del fronte e le tracce di quel periodo sono visibili ancora oggi. Nella pace di Saint-Germain, nel 1919, l’Alto Adige, il Trentino ed Ampezzo vengono ceduti all’ Italia. La regione dolomitica viene suddivisa nelle province di Bolzano, Trento e Belluno. Dopo la seconda guerra mondiale 1939-1945 gli alleati occupano la regione dolomitica. La suddivisione in tre province viene mantenuta.
Castelli e fortificazioni
Sulle colline che sovrastano le valli, troneggiano ancor’oggi imponenti castelli. Nella regione dolomitica sorgono circa 100 fra castelli e rovine, 140 residenze gentilizie ed alcuni conventi fortificati. Sono pochi i castelli risalenti a prima del XII secolo. Molte fortificazioni furono distrutte dagli incendi nel corso delle ostilità. Il momento culminante nell’edificazione dei castelli fu il XIII secolo. I secoli successivi segnarono soprattutto ampliamenti e ristrutturazioni nonché adattamenti alle mutate tecniche delle armi e della conduzione bellica.
La maggior parte dei castelli sorge in punti strategici sui versanti delle valli principali. I castelli nel fondovalle o nelle città avevano soprattutto carattere di rappresentanza. Queste residenze gentilizie sorsero soprattutto nel periodo del Rinascimento (XV e XVI secolo). Molti di questo castelli si sono mantenuti in buone condizioni fino ai giorni nostri e sono spesso di proprietà delle stesse famiglie i cui antenati li avevano costruiti. La maggior parte di essi sono oggi dei musei. Alcuni sono divenuti apprezzate mete escursionistiche come ristoranti ed osterie. Altri ancora sono stati trasformati in confortevoli e raffinati hotel o tranquille pensioni. Per ulteriori informazioni cliccare la vallata che interessa.
Chiese e cappelle
Le Dolomiti racchiudono un prezioso tesoro di edifici di culto. Le numerose chiese e cappelle sono espressione della vita religiosa e costituiscono una parte importante della cultura della regione dolomitica. Pochi sono gli edifici risalenti al periodo delle invasioni barbariche e della prima cristianizzazione. Assai più numerose sono le costruzioni di epoca romanica (XI secolo), mentre il periodo d’oro degli edifici sacrali si ebbe nel XIV e XV secolo. In epoca barocca (XVIII secolo) furono soprattutto i conventi a rinnovare le proprie chiese o ad edificarne di nuove. A testimonianza della devozione popolare furono realizzate numerose cappelle votive presso i masi contadini e lungo le strade, chiese di paese e cappelle mortuarie. Per ulteriori informazioni cliccare la vallata che interessa.
Musei e collezioni
Persino chi da anni trascorre per passione le sue vacanze nelle Dolomiti rimane sorpreso della ricchezza di musei e collezioni. C’è molto da scoprire. Dallo scheletro dell’orso delle caverne, “Ursus spelaeus”, fino all’uomo più antico delle Alpi, l’uomo di Mondeval, viene esposto tutto ciò che può interessare il pubblico.
